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DONATI - COPPARI ENSEMBLE - A PORTRAIT OF RADIOHEAD



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*Il prezzo si intende IVA inclusa

Descrizione

Audio Preview & Digital Download

 


Video

A Portrait of Radiohead (extract)

 

Press Release

Prodotto da Dodicilune distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store on line da Believe Digital, martedì 27 ottobre esce "A portrait of Radiohead". L'ensemble guidato dai chitarristi Diego Donati e Stefano Coppari propone una rilettura di otto brani della band britannica, una delle più importanti della storia del rock. 

I due musicisti rivisitano, con arrangiamenti di Donati, "Paranoid Android", "No surprises" e "Karma Police" ("OK Computer", 1997), "How to Disappear Completely" (KidA, 2000), "Pyramid Song", "Knives Out" (Amnesiac, 2001), "We Suck Young Blood", "A Wolf At The Door" (Hail to the Thief, 2003). «Nella storia dei Radiohead, ogni disco rappresenta un'impresa. Per costruire e andare avanti, abbiamo ogni volta demolito tutto quello che avevamo fatto fino a quel momento. Il processo creativo è sempre stato penoso, tormentato, laborioso» ha sottolineato in un'intervista Thom Yorke, leader e cantante della band. Una storia che viene riletta, dunque, da un ensemble che alle due chitarre di Donati e Coppari affianca una sezione ritmica composta da Lorenzo Scipioni al contrabbasso e Roberto Desiderio alla batteria e un quartetto d'archi formato da Riccardo Bottegal e Lucia Guerrieri ai violini, Malgorzata Maria Bartman alla viola e Francesco Alessandro De Felice al cello. La voce è della trentenne cantante marchigiana Anna Laura Alvear Calderon.

«Io e Stefano eravamo alla ricerca di qualcosa che potesse esprimere al meglio entrambi, sia dal punto di vista strumentale che dal punto di vista compositivo», racconta Diego Donati. «Abbiamo scoperto che ci accomunava la passione per i Radiohead, così ci siamo detti: perché non proviamo una rilettura delle loro musiche? L’idea ci ha subito entusiasmato, così abbiamo deciso di rivisitare a modo nostro». prosegue. «Inizialmente ci siamo limitati a trascrivere e arrangiare i brani per due chitarre, ma ci siamo subito resi conto che la scelta era un pò limitante. Le musiche dei Radiohead infatti sono ricche di elettronica ma anche di strumenti più tradizionali come archi ed ottoni, così abbiamo ampliato l’organico fino al quintetto abbinandolo ad un quartetto d’archi».

Chitarrista, compositore,arrangiatore, banjoista, Diego Donati si diploma in chitarra classica al Conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro nel 2010 e in composizione, arrangiamento e direzione per orchestra jazz nel 2013. Si appassiona inizialmente alla musica Jazz/fusion e si esibisce suonando le musiche di Miles Davis, Mike Stern, Pat Metheny e John Scofield. Nel 2004 inizia gli studi di chitarra classica a cui affianca contemporaneamente l’attività didattica. Nello stesso anno forma un quartetto di chitarre classiche suonando musiche di Machado, Brower, Bologna, Moreno e Torroba. Partecipa a seminari del chitarrista jazz Fabio Zeppetella e studia improvvisazione con il trombonista Massimo Morganti. Partecipa a varie masterclass di musicisti nazionali e internazionali: Bob Brookmeyer, Kenny Wheeler, Ayn Inserto, Bob Mintzer, Umberto Fiorentino, Leon Lhoest, Francesco Biraghi, Goran Listes, Andrea Damiani. Si esibisce in formazioni che vanno dal duo al quintetto proponendo brani dei grandi compositori della tradizione del jazz. Tra queste vi sono il quartetto “Shorter Project”, tributo al celebre sassofonista che lo vede esibirsi in varie rassegne e festival come Ancona jazz e Valsugana Jazz Tour. Satchmory and His Hot Seven, band che ripropone i più famosi brani di Louis Armstrong. La Bad Gang Big Band che propone un lavoro monografico e filologico su Duke Ellington, con il quale ha modo di esibirsi in vari festival in Italia e all’estero come: Ancona Jazz,l’Auditorium Municipale ad Oeiras in Portogallo e al Festival jazz di Minde in Portogallo. Attivo anche in studio di registrazione, Partecipa al disco di esordio della cantante Kitty Kintè “Quite Shy”. Registra il disco “On The A Train” con la Bad Gang Big Band. Incide le chitarre nel disco di esordio del sassofonista Milo Lombardi “Going Nowhere Enjoiyng The Ride” e si esibisce con la stessa formazione in uno dei più famosi jazz club di Berlino,il B-Flat. Registra due brani del compositore marchigiano Paolo Tarsi dal titolo Cluster #2, brano dedicato a Richard Wright e Construction Dans L’espace et le silence. Incide il disco “In A Few Minutes”, con la partecipazione del sassofonista Pietro Tonolo. Finalista al concorso internazionale di arrangiamento per big band “Barga Jazz” nel 2013 e nel 2015. Ha collaborato e collabora con musicisti di fama nazionale ed internazionale come Massimo Manzi, Massimo Morganti, Andrea Giuffredi, Pietro Tonolo, Quartetto Maurice, Enrico Gabrielli, Sebastiano De Gennaro e Gabriele Mirabassi. Attivo anche come compositore, arrangiatore e producer, realizza vari arrangiamenti per big band e vari
ensemble. Realizza per la Jazz Colours Orchestra l’arrangiamento di Bicycle Ride un brano del famoso cantante e chitarrista brasiliano Toninho Horta. Nel 2016 Horta assieme al sassofonista Ronnie Cuber suonerà il brano assieme alla Colours Jazz Orchestra al festival Ancona Jazz. Realizza anche colonne sonore per cortometraggi e videogame. Nel 2018 ha scritto articoli nella rubrica didattica di chitarra jazz della rivista online Axe Magazine. Nel 2019 partecipa ai lavori discografici Around The World, disco di esordio del trombettista Michele Samory e Jazz nel Cinema Italiano, disco del contrabbassista Manuele Montanari che vede ospite il clarinettista Gabriele Mirabassi (Dodicilune). È docente di chitarra jazz indirizzo popular al Conservatorio Arrigo Boito di Parma.
 
Stefano Coppari nasce a Pescara nel 1983. Inizia lo studio della musica all'età di 12 anni e si laurea con 110/110 in Chitarra Jazz presso il Conservatorio "G.Rossini" di Pesaro, per poi specializzarsi in “Direzione e Arrangiamento per Orchestra” sotto la guida del M° Bruno Tommaso sempre presso il Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro. Contemporaneamente studia chitarra jazz e improvvisazione con Fabio Zeppetella e Ramberto Ciammarughi e partecipa a diversi seminari tra cui per due anni Siena Jazz e Roma Jazz’s Cool, dove ha la possibilità di confrontarsi con musicisti del calibro di Jeff Ballard, Peter Bernstein, Avishai Cohen, Gilad Hekselman, Roberto Cecchetto, Kurt
Rosenwinkel ecc... Negli anni 2013-1015 collabora con il chitarrista Franco Cerri e nasce il disco Franco Cerri in “One, Two, Three Quartet! Pubblicato dalla Rara Records nel 2015. Viene selezionato da Siena Jazz per essere inserito nella combo di Enrico Rava nell’estate del 2016. Il primo album in veste di leader arriva nel 2016 ed è intitolato Stefano Coppari Quartet "Eureka", prodotto dalla casa discografica Auand. L'album riceve molta considerazione dalla critica e dalla stampa in Italia e all'estero, specialmente in Giappone e Korea e viene considerato "elegante e leggero, stratificato e gustoso. Un concentrato di melodie orecchiabili e capacità tecniche". Nel 2018 partecipa all’ International Jazz Festival "J. Raducanu" in Bräila (Romania) con lo Stefano Coppari Quartet e vince il premio come “miglior formazione del festival 2018”. In questi anni collabora in studio e dal vivo con alcuni tra i più importanti jazzisti italiani come John B. Arnold, Stefano Paolini, Franco Cerri, Massimo Manzi, Massimo Morganti, Ares Tavolazzi, Gaetano Partipilo, Domenico Cartago, Samuele Garofoli, Claudio Filippini, Fabio Zeppetella, Samuele Strufaldi, Ivan Liuzzo, Giulio Stermieri.
Il 22 Maggio 2020 esce il suo nuovo album Stefano Coppari Quartet “Scar Let” per Auand Records. Dal 2008 è direttore della Scuola di Musica Opus 1 a Pantiere (An). Ha suonato in vari festival o jazz club tra cui: “Fat Cat” New York City, "Jazzarci alla Mole” Ancona, "Casa del Jazz” Roma, Biennale "Tuttoingioco Civitanova", "Fiastra Jazz 2011", "Divino Jazz 2010 e 2011", "Jazzup Viterbo 2011" ,“Escapes-Evasioni Sonore”, “Corinaldo Jazz 2012”, “PiorAcustic 2012 Pioraco”, “Jesi Jazz Festival 2013”, “JazzIt Festival” Collescipoli 2014” “Jesi Jazz Festival2014”,“Festival Jazz San Severino 2014”, “Marche Jazz and Wine” 2015, “Sette Giorni in Jazz Montemarciano” 2015, PopUp Festival 2015, “Biella Jazz Club” Biella, “Ionio Jazz Festival” 2016, “Auand Days” Bisceglie 2017, Teatro Operti” Torino, “Zingaro Jazz Club” Faenza, “Fano Jazz 2018”, “Santa Fiora in Musica”, “Jesi Jazz Festival 2018”; “International Jazz Festival Johnny Raducanu” Bräila (Romania), “Zerbini 2018” Parma.

Track List

1 - Pyramid Song
2 - A Wolf At The Door
3 - Knives Out
4 - No Surprises
5 - Paranoid Android
6 - How to Disappear Completely
7 - Karma Police
8 - We Suck Young Blood

All compositions by Jonathan Greenwood, Colin Greenwood, Edward O’Brien, Philip Selway. All lyrics by Thomas Yorke
 
 

Personnel

Diego Donati - chitarra, arrangiamenti
Stefano Coppari - chitarra
Anna Laura Alvear Calderon - voce
Lorenzo Scipioni - contrabbasso
Roberto Desiderio - batteria
Riccardo Bottegal - violino
Lucia Guerrieri - violino
Malgorzata Maria Bartman - viola
Francesco Alessandro De Felice - cello
 
 

Recording Data

Total time 48:04 STEREO DDD
(p) 2020 DODICILUNE (Italy)
(c) 2020 DODICILUNE (Italy)
www.dodicilune.it
CD DODICILUNE DISCHI Ed446
8033309694467

Produced by Diego Donati, Stefano Coppari and Maurizio Bizzochetti, Gabriele Rampino by Dodicilune, Italy
Label manager Maurizio Bizzochetti (www.dodicilune.it)
Recorded from February to June 2019 by Alessio Compagnucci at Marche Music College, Senigallia (An), Italy
Mixed August 2019 by Alessio Compagnucci at Sca Tnt, Jesi (An), Italy
Mastered October 2019 by Maurizio Giannotti at Newmastering, Milan, Italy
Cover photo (c) Artlusy   Photos by Alessandro Pianelli, Dennis Moscatelli
Contact: diegodonati80@yahoo.com

Stefano e io ringraziamo le nostre famiglie che ci hanno supportato in questo lavoro. Ringrazio Chiara, che come sempre crede in me e nei miei progetti. Ringraziamo Samuele Garofoli per il sostegno e il Marche Music College per aver messo a disposizione lo studio di registrazione. Grazie ad Alessio Compagnucci che ha mixato il disco riuscendo a cogliere il sound che avevamo in mente in modo impeccabile. Infine grazie ai musicisti che hanno partecipato alla registrazione.
 





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