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SERENA SPEDICATO, NICOLA ANDRIOLI - THE SHINING OF THINGS. DEDICATED TO DAVID SYLVIAN



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*Il prezzo si intende IVA inclusa

Descrizione

• Preascolto & Digital Download

 


• Video

Orpheus

 

• Press Release

Sabato 20 luglio esce “The Shining of Things. Dedicated to David Sylvian", progetto discografico firmato dalla cantante Serena Spedicato e dal pianista Nicola Andrioli. Prodotto da Dodicilune con il sostegno di Puglia Sound Record 2019 e con il supporto di Carofalo srl di Carofalo Silvia e Dario, Agenti di assicurazione dal 1989, distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store on line da Believe Digital, il disco nasce dal desiderio di rileggere e sviluppare un songbook sui camei più significativi dell'immensa produzione artistica dell'artista britannico David Sylvian. Strumentista, compositore e autore di musica sperimentale, intima e sofisticata, mista al jazz, all'ambient più colto e minimale e al rock d'avanguardia, Sylvian è uno straordinario vocalist dal timbro originale e pulito, caldo e profondo, a volte quasi indefinibile e fluttuante a mezz’aria. L'intreccio dialettico e creativo del disco - che ospita le note di copertina del sassofonista Roberto Ottaviano - è affidato alla voce elegante della cantante leccese Serena Spedicato, al pianismo sapiente e raffinato di Nicola Andrioli, pugliese d’origine ma da anni residente in Belgio, anche autore degli arrangiamenti originali appositamente scritti per questa produzione, al ricercato suono del trombettista scandinavo Kalevi Louhivuori e al profondo spessore poetico del percussionista Michele Rabbia. Attraverso la libera espressione del linguaggio dei quattro musicisti, il disco fruga e ricerca quel fil-rouge che avvicina l'opera di Sylvian alle atmosfere aperte, intime e rarefatte del jazz europeo, esalta le caratteristiche “nascoste” nei suoi viaggi sonori e le tramuta in una rilettura musicale con un sigillo personale che esalta il significato stretto e spirituale dei suoi testi, delle sue melodie e delle sue armonie. Il suono del disco è frutto del lavoro di Stefano Amerio presso Artesuono Recording Studios. La foto di copertina è di Giacomo Rosato.

Il tour partirà con due concerti, introdotti dal critico musicale Alceste Ayroldi, nel Chiostro del Convitto Palmieri di Lecce (20 luglio ore 21 - ingresso 15 euro, organizzato in collaborazione con Festinamente) e alla Casa Cava di Matera (23 luglio ore 21 - ingresso 8 euro, in collaborazione con Onyx Jazz Club) e proseguirà a Palazzo Pesce a Mola di Bari (24 luglio ore 21 - ingresso 10 euro), a Presicce per l'Hypogeum Jazz Festival (25 luglio ore 21 - ingresso 5 euro), ad Andria per la rassegna Jazzin (27 luglio ore 21 - ingresso libero con contributo) per concludersi a Giuliano di Lecce per la rassegna Leuca per voi (28 luglio ore 21 - Piazza San Giovanni, ingresso libero, organizza l'Associazione culturale non profit "Lampus" con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Castrignano del Capo).

«La canzone è un posto del cuore. È anche una storia, una visione, un messaggio che dovrebbe toccare l’anima e la mente. Un cibo naturale e salutare, poetico e vitale  di cui dovremmo alimentarci  sempre più spesso per ritrovare quei sottili fili che legano la nostra esistenza, che tiene in vita le memorie e ci fa ritrovare armonie smarrite», scrive il compositore e musicista Roberto Ottaviano nelle note di copertina. «La storia della musica è praticamente pervasa di canzoni straordinarie, da Monteverdi ai Beatles, da Handel a Ellington, da Bacharach a Battisti. Canzoni su cui si sono formate umanamente e culturalmente molte generazioni. Mi sono chiesto più volte se fosse giusto, a questo proposito, scomodare la parola “poesia” e la risposta è stata che in taluni casi sarebbe più che appropriato, senza che questo debba infrangere una qualche sacralità dell’etichetta. Infatti non solo i versi a guisa di appunti da un diario, dal taccuino di viaggio, da lettere mai inviate, vengono perfettamente restituiti dal suo autore nella dimensione della canzone, e c’è dell’altro. Attraverso la multidimensionalità del timbro vocale e del disegno melodico, i cromatismi sonori, il diagramma ritmico, si apre una porta nello spazio privato del songwriter che disvela un luogo popolato di figure e oggetti, miti e leggende, una topografia immaginifica che integra diversi piani di lettura e ascolto che spesso la sola parola scritta tende ad occultare in un geroglifico indecifrabile», prosegue. «Tra i tanti spazi privati rivelati credo ne esista uno in particolare, un sentiero pregno di unicità e bellezza collocato nella terra di Albione, laddove il rapporto tra poesia e canzone si libera da perimetri stringenti. Qui più che altrove, se si percorre a ritroso questo viatico, affiorano i segni potenti di questa espressività, come un orto botanico rigoglioso ed enigmatico spesso rappresentato come metafora in diverse copertine di vecchi vinili. Se infatti penso a Nick Drake, Pete Sinfield, David Bowie, Peter Hammill, Peter Gabriel, Robert Wyatt solo per citarne alcuni, ciascuno di essi ha contribuito a determinare una vera e propria genealogia della poesia sonora cui mi riferisco. David Sylvian, in questo cenacolo, si ritaglia un spazio peculiare, con a ricco corredo un humus di materiali disparati che egli stesso dispone sullo scrittoio: le immagini fotografiche, gli esperimenti elettronici, le Hypergraphie, una multimedialità vitale insomma. Stiamo evidentemente parlando di una figura emblematica e complessa dal punto di vista artistico ed estetico, riferimento al quale accostarsi in termini interpretativi diventa un compito ardito e insidioso. L'operazione che fronteggia Serena Spedicato è dunque piena di trappole ed interrogativi, bissando qui coraggiosamente la sfida affrontata alcuni anni fa con un disco dedicato a Tom Waits», sottolinea Ottaviano. «Non si tratta di affrontare il Songbook di Broadway, sancta sanctorum attraversato in lungo e in largo da migliaia di interpreti (certo, molte volte con esiti straordinari), oppure il brano Pop di tendenza da tanti inserito in repertorio con arrangiamenti pure intriganti. Niente di tutto questo. Avverto piuttosto, e credo di non sbagliare, lo spirito di Alice che guarda nello specchio al fine di ritrovare una immagine di sé e tuffarsi in un viaggio interiore. Serena fa propri i testi di Sylvian e li destruttura musicalmente in modo da evitare di fargli il "verso", li rende così quasi avulsi dall'originale e li colloca in una ambientazione meno evanescente, più terrigna, forse intrisi di quella terra da cui proviene la cantante. Un profondo Sud, quello Salentino, nobile e ricercato, finisterrae ma al contempo porta verso l'ignoto. Come Sylvian, Serena ama le trame acustiche, i reverberi ricercati, il tintinnìo pianistico di un musicista raffinatissimo eppure schivo come Nicola Andrioli, la concretezza e la dimensione percussiva di un maestro come Michele Rabbia, l'imprescindibile suono arcaico della tromba, che fu di Kenny Wheeler, di Jon Hassell, Mark Isham e infine di Arve Enriksen nei lavori dell'artista britannico, qui affidato ad un genius loci scandinavo, Kalevi Louhivuori, che di questi raccoglie le sementi rilanciandole oltre. Ma su tutto gravita lei, Serena, con una voce che narra come in Orpheus, sussurra con consonanza di testa e al suo registro pulito pieno di armonici, Serena - Sirena che contrappunta il soffio di Louhivuori in Weathered Wall. Un colore vocale a tratti memore di due interpreti divergenti e convergenti allo stesso tempo: la norvegese Karin Krog e la britannica June Tabor. Tale è il suo essere parte di questa storia che può concedersi anche l'orpello dell'overdubbing, in Heartbeat, con grande gusto e sobrietà. Sebbene tutto il lavoro beneficia di una coralità encomiabile, non mancano momenti in cui le personalità emergono in modo spontaneo e necessario come gli interventi pianistici di Andrioli in Brilliant Trees o quelli di Louhivuori in Laughter and Forgetting, mentre Rabbia cesella di fino ovunque, come un respiro che cuce il tessuto dei brani. E dunque Serena/Alice attraversa la terra di Sylvian che è multiforme, minimalista, ambient, new age, senza "farsi tagliare la testa", con l'abbandono del musicista profondo, senza farsi "ipnotizzare" inutilmente dallo sciubidù jazzistico di maniera, senza cedere alla tentazione di una prevedibile lectio restituta, come tanti omaggi ricorrenti, regalandoci una pagina strappata e, azzardo, riscritta per intero».

Cantante eclettica, poliedrica e ricca di pathos, dal timbro originale e affascinante, Serena Spedicato esprime la sua creatività in percorsi musicali variegati, ma raffinati ed eleganti, con particolare predilezione nella esplorazione di un genere jazz dal sapore cameristico. Giovanissima, si approccia al canto jazz con il M° Luigi Bubbico ricoprendo il ruolo di vocalist nell'organico dell'Orchestra Jazz del Conservatorio Tito Schipa di Lecce. Studia vocalità jazz e approfondisce lo stile e il linguaggio jazzistico seguendo le Masterclass della jazz-vocalist Cinzia Spata. Frequenta numerosi Stages e Workshops tra cui "Jazz in Laurino" dove nel 2010 vince la Borsa di studio "Dennis Irwin" in Canto Jazz. Studia canto jazz, contemporaneo, tecnica vocale moderna e jazz e improvvisazione con la jazz-vocalist Gianna Montecalvo. Segue le Masterclass di Lucilla Galeazzi, Cinzia Spata, Gianna Montecalvo, Tuck and Patty, Michele Rabbia, Alberto Mandarini (Orchestra Conduction), Jonathan Kreisberg. Autrice e compositrice, ha all'attivo un'intensa attività concertistica con numerose formazioni di estrazione jazz, corale, polifonico. Corista di Arthur Miles, soprano dell'ottetto vocale "Souldiesis" (con cui apre il concerto di Ray Mantilla nella rassegna "Jazz in Puglia"), voce del progetto "Alessandro Quarta & his Blues Band", della Big Band "Grande Salento Orchestra" di Maurizio Petrelli con Guido Pistocchi. Condivide palcoscenici e rassegne musicali con artisti quali: Roy Paci & Aretuska, Radiodervish, Trilok Gurtu, Massimo Manzi, Paolino Dalla Porta, Michele Rabbia, Marco Tindiglia, Arthur Miles, Ray Mantilla, Omar Sosa, Lucilla Galeazzi, Alberto Mandarini, Masa Kamaguchi, Rhapsodija Trio, Larry Ray, Arnoldo Foà, Giovanni Imparato, George Garzone, Matt Renzi, Andy Sheppard. In studio presta la voce a progetti discografici ufficiali come la colonna sonora originale del film "Galantuomini" di Edoardo Winspeare (Marc'Aurelio d'Argento al Festival del Cinema di Roma, edito EMI-Dodicilune, distribuito IRD), al disco omonimo dei Souldiesis anche in qualità di autrice/compositrice (edito Koinè, distribuito IRD), al disco "PugliAmerica a/r" di Maurizio Petrelli & Big Band, feat. Guido Pistocchi,(edito WYSIWYG, distribuito IRD), al disco "Sotto il Celio Azzuro" del compositore salentino Gabriele Rampino, al disco "HUNGER AND LOVE. Tribute to Billie Holiday 1915 - 2015" (edito Dodicilune, distribuito IRD). Nel novembre 2012 pubblica il suo primo lavoro discografico da solista dal titolo “My Waits, Tom Waits Songbook" insieme a straordinari musicisti quali Gianni Iorio (bandoneon), Pierluigi Balducci (basso e arrangiamenti originali), Antonio Tosques (chitarra), Pierluigi Villani (batteria). Il disco è pubblicato per la linea Koinè/Dodicilune e distribuito ufficialmente da IRD e viene presentato in concerto in diverse città italiane e viene votato tra i “migliori 10 dischi del 2013” dal portale specializzato Musiczoom. Nel febbraio 2013 presenta il suo primo videoclip ufficiale "Muriel" tratto dal disco "My Waits, Tom Waits Songbook" con la regia di Gianni De Blasi. Riceve menzioni al Top Jazz 2013 quale "Miglior Nuovo Talento" a cura della rivista Musica Jazz. Si diploma in Canto Jazz presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce con i M° Luigi Bubbico, Susanna Stivali, Gianna Montecalvo, Ada Montellanico con Lode, Plauso, Bacio Accademico, Menzione d’Onore.

Spinto da un amore precoce per la musica post-romantica e del XX secolo, in particolare impressionisti francesi e compositori russi, e più tardi dall'armonia e dal free jazz di Coltrane, la sua ispirazione trova posto nel jazz. Nicola Andrioli, nato a Brindisi il 01/06/1977, figlio d'arte, si diploma con il massimo dei voti in pianoforte classico (nel 1997) ed in Jazz (nel 2001) presso il Conservatorio di musica "Tito Schipa" di Lecce. Nel 1990 si perfeziona in musica contemporanea e sul repertorio pianistico impressionista. La sua passione per la musica classica viene riconosciuta in diversi concorsi nazionali ed internazionali (classificato tra i primi al concorso pianistico internazionale premio Rachmaninoff" (1998). Successivamente intraprende la strada del Jazz, sempre più affascinato dal senso di libertà e dalla sua forza ritmica: comincia cosi' un percorso personale sull'improvvisazione strumentale e sulla composizione. Ottiene subito numerosi riconoscimenti, tra i quali: 1° premio sezione al Festival "Lecco Jazz 2001 – Premio Stefano Cerri", 1° premio al Concorso Internazionale pianisti jazz 2001 Friederich Gulda", Riconoscimento Speciale al concorso "Premio Massimo Urbani 2003", 2° premio al 3° Etno Jazz Competition 2005, città di Milano, Les Trophées du Sunside, Esprit Jazz (Sunset, Paris) 2006 semifinalista al concorso internazionale Martial Solal 2006, al concorso internazionale Piano jazz di Montreaux 2006. Nell'estate 2000 frequenta il corso estivo di Umbria jazz Clinics e viene premiato con un riconoscimento speciale dalla Berklee School e con un concerto per l'edizione Umbria Jazz Winter 2000. Nel 2002 partecipa a Siena Jazz e vince una borsa di studio valevole per l'edizione 2003. Nel 2008 si diploma in Jazz et Musique Improvisèe al Conservatoire National Superieure de Paris. Studia con Kevin Hays, Aaron Goldberg, Kenny Barron, George Cables, Barry Harris, Brian Dickinson, Russ Hoffmann, Ran Blake, Marc Levine, Franco D'Andrea, Enrico Pierannunzi, Stefano Battaglia, Diederik Wissels, Rick Margitza, Dave Liebman e suona con Toots Thielemans, Joshua Redman, John Ruocco, Archie Shepp, Bert Joris. Si perfeziona anche con: George Cable, Russ Hoffmann, Kenny Barron, Barry Harris, Brian Dickinson, Ran Blake, Mark Levine, Diederick Wissels, Dave Liebman, Rick Margitza, Archie Sheep, Marc Turner, Joey Barron, Billy Hart, Henry Texier, Burry Guy,Daniel Humair,Michel Portal, Franco D'Andrea,Enrico Pieranunzi, Paolo Birro, Stefano Battaglia, Paolo Fresu, Michel Zenon, Richard galliano, Dino Saluzzi. Nel 2005 presenta il suo trio come ritmica stabile al Concorso Internazionale di jazz "Massimo Urbani". E' presente, inoltre, allo Spoleto Vocal Jazz Workshop come collaboratore della cantante Michelle Hendricks. Attualmente è il pianista principale del quintetto di Philip Catherine (storico chitarrista del gruppo stabile del famoso jazzista Chet Baker). Insegna jazz alla Berchem S.Agathe Accademy di Bruxelles. Compositore di musiche per trio, quartetto e quintetto, ha una grande esperienza concertistica e di Arrangiatore in ogni tipo di formazione, dal piano solo alla big banda all'orchestra sinfonica e Rumble 5et (special guest Roberto Gatto): progetto dedicato a Leonard Bernstein. Ha collaborato con: Rick Margitza, John Ruocco, Ran Blake, John Betch, Eric Vloeimans, Philip Catherine, Line Kruse, Misha Van Der Wekken, Sonya Heller, Roberto Gatto, Robert Bonisolo. Attualmente vive tra l'Italia e Bruxelles, città nella quale collabora con diversi musicisti della scena Belga Olandese e dove ottiene il Master in Piano jazz presso il Koninklijk Conservatorium, studiando piano-jazz con Diederick Wissels, composizione e free jazz con Kris Defoort e tecnica pianistica con Katleen Sedein. Ha all’attivo numerose pubblicazioni discografiche in qualità di pianista, arrangiatore e coleader. Tra quelle a suo nome “Alba”(2006), “Pulsar” (2009), Les Montgolfières (2014)
 
Nato nel 1984 Jorma Kalevi Louhivuori è stato scelto come nuovo arrivato dell'anno dall'oasi jazzistica di Jyväskylä, all'età di soli 16 anni. Jazz Bar (oggi chiamatoPoppari) è sempre stato un'arena importante per Louhivuori, diplomato al dipartimento jazz del Conservatorio finlandese di Jyväskylä e al dipartimento jazz dell'Accademia Sibelius. Louhivuori e il suo quartetto, Myöhä, hanno tenuto le jam session junior di Jazz Bar per un tempo considerevole, e sono stati uno dei gruppi presenti nell'album del 10 ° anniversario del Jazz Bar, uscito nel 2002. Successivamente, il gruppo è stato ribattezzato Big Blue, e nell'ultimo decennio hanno pubblicato due album per l' Etichetta Discografica italiana, Cam Jazz. Nella primavera del 2005 Louhivuori ha girato l'Asia e l'Australia con il fratello, il batterista Olavi Louhivuori, accompagnato da diversi musicisti locali al basso. Dopo il loro ritorno in Finlandia, i fratelli hanno cercato Antti Lötjönen per occupare il posto vacante del bassista. Il gruppo che è nato si chiamava SUN Trio, e non molto tempo dopo hanno vinto la competizione Young Nordic Jazz Comets a Reykjavik, in Islanda nel 2006. Nella stessa competizione Louhivuori è stato scelto come miglior solista. Nel novembre 2012 ha vinto il Talent Contest della UMO Jazz Orchestra, organizzato quell'anno per la prima volta. Mentre Louhivuori può essere visto basarsi sulla tradizione lirica del jazz nordico in entrambi i suoi stili di esecuzione e composizione, il versatile trombettista è anche un esploratore appassionato di generi diversi. Louhivuori è stata una presenza importante nelle registrazioni del folk-jazz dell'artista Yona e in diversi progetti di afrobeat, reggae e hip hop. Alcuni esempi includono l'hot Ricky-Tick Big Band, guidata dal chitarrista-compositore Valtteri Pöyhönen, e un supergruppo di recente formazione, The Northern Governors, che sono stati addirittura definiti gli ambasciatori del ritmo.
 
Il suono, il gesto e l'azione, come anche il silenzio, sono tratti caratterizzanti della sua musica. In “solo”, come in gruppo, Michele Rabbia si esprime plasmando spazi sonori in cui coniuga la tecnologia con l’originalità di materiali artigianali che lui stesso sceglie con cura. Suona in diversi contesti musicali; musica improvvisata, contemporanea e musica elettronica. Michele Rabbia (nato a Torino, 1965) è un batterista e percussionista jazz. Dopo aver compiuto i primi studi presso lʼIstituto Civico Musicale di Savigliano (guidato da Giorgio Artoni),segue i corsi di batteria a Torino con il maestro Enrico Lucchini. Nel 1986 si trasferisce negli Stati Uniti dove ha la possibilità di frequentare le lezioni di percussioni con i maestri Joe Hunt e Alan Dawson, presso il Berklee College of Music di Boston. Nei primi anni ʼ90 rientra in Italia, a Roma, dando inizio alla sua attività concertistica e discografica. Dal 1994 diventa membro del gruppo Aires Tango. Nel 1995 conosce Antonello Salis, con il quale collabora in una serie di concerti. Questo incontro costituisce un momento importante nella sua carriera, che lo porta alla pubblicazione di Grandes Amigos (1996), un album che lo vede schierato in trio assieme a Javier Girotto. Tra le sue collaborazioni sono da ricordare quelle con Sainkho Namtchylak, Eugenio Colombo, Rita Marcotulli. Nel 1997 è diventato membro del quartetto di Paolo Damiani, assieme a Sandro Satta e Carlo Mariani. Nel 1999 ha fondato un duo con il pianista Stefano Battaglia, che è stato successivamente esteso prima a trio con la partecipazione del violista francese Dominique Pifarely e poi a quintetto (insieme a Vincent Courtois e Michel Godard) da cui viene pubblicato lʼalbum Atem, 2002. Tra le altre cose, Rabbia fa anche parte del Michel Godard Trio assieme alla cantante Linda Bsiri. Le sue collaborazioni si estendono anche nell’ambito della danza (con Tery J. Weikel, Giorgio Rossi, Andrew Harwood), nel teatro (firmando le musiche per lo spettacolo Genova 01 di Fausto Paravidino), nella letteratura con la scrittrice Dacia Maraini, Gabriele Frasca e Sara Ventroni, con il pittore Gabriele Amadori e nell’architettura con James Turrell. Si è esibito nei più importanti festival Europei, Cina e Stati Uniti. Nella sua attività concertistica e discografica collabora tra gli altri con Stefano Battaglia, Marilyn Crispell, Dominique Pifarely, Andy Sheppard, Eivind Aarset, Daniele Roccato, Louis Sclavis, Paul McCandless, Paolo Fresu, Masa Kamaguchi, Antonello Salis, Maria Pia De Vito, Marc Ducret, Roscoe Mitchell, Vincent Courtois, Emile Parisien, Roberto Negro, Michel Godard, Rita Marcotulli, Benoit Delbecq, Jim Black, Ingar Zach, Anja Lechner, Ciro Longobardi, Maurizio Giri, Matthew Shipp, Bruno Angelini, Michel Portal, John Taylor, Elio Martusciello, Sabina Meyer, Regis Huby, François Couturier, David Linx, Ralph Towner, Aires Tango, Javier Girotto, Sainkho Namtchylak, Jan Bang, Théo Ceccaldi, Tore Brunborg, Enrico Pieranunzi, Matmos, John Tchicai, Bruno Chevillon , Furio Di Castri, Michel Benita, Italian Instable Orchestra, Jean-Paul Celea , Giovanni Maier, Enzo Pietropaoli, Roberto Cecchetto, Paolo Damiani, Daniele di Bonaventura, Daniele D' Agaro, Giovanni Guidi, Luciano Biondini, Rosario Giuliani, Giorgio Pacorig, Gabriele Mirabassi, Gianluca Petrella, Giancarlo Schiaffini, Salvatore Bonafede, Michael Thieke, Roberto Bellatalla e molti altri.

• Track List

1 - Orpheus
2 - Forbidden Colours
3 - Weathered Wall
4 - Heartbeat
5 - Brilliant Trees
6 - Laughter and Forgetting
7 - September
8 - The Shining of Things

All compositions by David Sylvian except 2 by Ryuichi Sakamoto; 3, 5 by Jon Hassel, David Sylvian; 4, 8 by Ryuichi Sakamoto, David Sylvian.
All lyrics by David Sylvian

 

• Personnel

Serena Spedicato - vocals
Nicola Andrioli - piano, original arrangements
Kalevi Louhivuori - trumpet, flugelhorn, electronics
Michele Rabbia - drums, percussions, electronics
 

• Recording Data

PRODUCTION DATA
Total time 45:58 STEREO DDD
(p) 2019 DODICILUNE (Italy)
(c) 2019 DODICILUNE (Italy)
www.dodicilune.it
CD DODICILUNE DISCHI Ed425
8033309694252

RECORDING DATA
Produced by Dodicilune edizioni, Italy. Label manager Maurizio Bizzochetti (www.dodicilune.it). Recorded 22, 23, 24 February 2019 at Artesuono, Cavalicco (Ud), Italy. Mixed and mastered May 2019 at Artesuono, Cavalicco (Ud), Italy. Sound engineer Stefano Amerio. Cover photo (c) Giacomo Rosato. Photos by Maurizio Bizzochetti.
Contact: www.serenaspedicato.com, https://andriol.wixsite.com/nicolaandrioli
 
• Rassegna Stampa
 
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